La sicurezza informatica si riferisce all’insieme delle misure tecniche e organizzative destinate a proteggere i sistemi, le reti e i dati contro accessi non autorizzati, modifiche o distruzioni. Nel 2024, questa disciplina non è più di esclusiva competenza del servizio tecnico: recenti normative europee la rendono un obbligo di governance che coinvolge direttamente i dirigenti.
Direttiva NIS2 e regolamento DORA: il quadro normativo che cambia le carte in tavola
Due testi europei ridefiniscono gli obblighi delle organizzazioni in materia di cybersicurezza. La direttiva NIS2 doveva essere trasposta dagli Stati membri entro il 17 ottobre 2024. Essa amplia notevolmente il perimetro delle entità interessate, impone una gestione formalizzata dei rischi, la notifica degli incidenti significativi e una responsabilità accresciuta dei dirigenti.
In Francia, la trasposizione non era ancora completata nell’ottobre 2026. Questo ritardo legislativo colloca le aziende francesi in una zona di incertezza giuridica, mentre altri paesi europei hanno già adattato il loro diritto nazionale.
Il regolamento DORA, invece, si applica dal 17 gennaio 2025. Esso si rivolge specificamente al settore finanziario: banche, assicuratori, aziende di investimento, attori dei pagamenti e fornitori di servizi su cripto-attivi. DORA copre la gestione dei rischi informatici, i test di resilienza, la notifica degli incidenti e la sorveglianza dei fornitori tecnologici critici.
Questi due testi condividono un punto in comune: la protezione dei dati non è più una raccomandazione tecnica, ma un obbligo legale accompagnato da sanzioni. Qualsiasi organizzazione che tratta informazioni sensibili (dati dei clienti, dati finanziari, dati sanitari) deve formalizzare la propria strategia di cybersicurezza o esporsi a conseguenze normative.
Rischi legati ai fornitori terzi: una vulnerabilità sottovalutata nella sicurezza informatica
Un aspetto che gli articoli generalisti trattano raramente riguarda la gestione delle dipendenze dai fornitori. Un’azienda può applicare misure di sicurezza rigorose internamente rimanendo vulnerabile attraverso i propri fornitori tecnologici. Approfondire la sicurezza informatica con Viruslab permette di comprendere meglio come questi rischi si strutturano e come anticiparli.
Il regolamento DORA impone alle entità finanziarie di tenere un registro strutturato dei loro contratti di servizi informatici. Questa esigenza rivela un principio applicabile ben oltre la finanza: ogni organizzazione dipende da software, fornitori di hosting, soluzioni cloud o fornitori di manutenzione la cui compromissione può portare a una fuga di dati.

Concretamente, mappare i propri fornitori implica rispondere a diverse domande:
- Quali fornitori hanno accesso ai dati sensibili dell’organizzazione, e con quale livello di privilegio?
- I contratti prevedono clausole di notifica in caso di incidente di sicurezza presso il fornitore?
- Vengono effettuati regolarmente audit o test di resilienza sui servizi esternalizzati?
Questo approccio trasforma la sicurezza informatica: non si limita più a proteggere un perimetro interno, ma integra l’intera catena del valore digitale.
Cyberattacchi e protezione dei dati: cosa implica tecnicamente la minaccia
Gli attacchi ransomware rimangono il vettore di minaccia più visibile. Il principio è noto: un software malevolo cripta i file di un sistema e richiede un riscatto per restituirli. Ciò che è cambiato è la sofisticazione dei metodi di accesso iniziale.
L’ingegneria sociale rimane il principale punto d’ingresso delle compromissioni. Un’email di phishing ben costruita è sufficiente per ottenere credenziali valide. Da lì, l’attaccante si muove lateralmente nella rete, eleva i suoi privilegi e accede ai dati più sensibili prima di attivare la crittografia.
Tre misure tecniche riducono significativamente questa superficie di attacco:
- L’autenticazione multifattoriale su tutti i conti privilegiati, che blocca la maggior parte degli accessi ottenuti tramite furto di credenziali.
- La segmentazione della rete, che limita la capacità di un attaccante di muoversi da un sistema all’altro dopo una prima intrusione.
- La gestione delle autorizzazioni secondo il principio del minimo privilegio: ogni utente accede solo alle risorse strettamente necessarie per la propria funzione.
Queste misure non sono nuove. La loro efficacia dipende dalla loro reale applicazione, non dalla loro esistenza su un documento di politica interna.
Responsabilità dei dirigenti: la sicurezza informatica diventa un tema di governance
NIS2 introduce un cambiamento di paradigma per le organizzazioni interessate. I dirigenti possono essere ritenuti personalmente responsabili in caso di inadempienza agli obblighi di gestione dei rischi. La direttiva prevede che gli organi di direzione approvino le misure di sicurezza e ne supervisionino l’attuazione.
Non è più un tema delegato al responsabile informatico. La conformità richiede che i decisori comprendano i rischi informatici a cui la loro organizzazione è esposta, che convalidino i budget corrispondenti e che si assicurino che i team siano formati.

Per le aziende francesi, il ritardo nella trasposizione di NIS2 non significa che questi obblighi siano rinviati. La direttiva fissa un quadro che le giurisdizioni nazionali dovranno integrare, e le organizzazioni che anticipano questa messa in conformità evitano il rischio di un recupero affrettato una volta adottato il testo.
La protezione dei dati nel 2024 si basa quindi su tre pilastri che si rafforzano reciprocamente: misure tecniche applicate rigorosamente, gestione contrattuale dei fornitori e un coinvolgimento documentato della direzione. L’assenza di uno solo di questi pilastri indebolisce l’intero dispositivo, indipendentemente dalle dimensioni dell’organizzazione.



